Oro, argento e bronzo, rispettivamente per i brindisini Vito Dell’Aquila, Francesca Radaelli e Attilio Ventola
Il Campionato europeo juniores svoltosi a Daugavpils, in Lettonia, dal 23 al 25 ottobre, ha regalato forti emozioni al Taekwondo brindisino e pugliese. Infatti, i nostri tre atleti nazionali, Vito Dell’Aquila, Francesca Radaelli e Attilio Ventola, sono ritornati con un bottino importante – rispettivamente oro, argento e bronzo - anche per la nazionale, classificatasi al secondo posto assoluto nel medagliere per nazioni subito dopo una forte Russia. Un risultato, questo, più che lusinghiero che conferma la FITA – Federazione Italiana Taekwondo, ai vertici del Taekwondo europeo e mondiale.
Dopo soli quattro raduni con la nazionale italiana, i nostri atleti vengono scelti per rappresentare l'Italia a questo campionato europeo 2015, non deludendo di certo le aspettative dei C.T. azzurri.
Vito Dell'Aquila, atleta della "A.S.D. New Marzial Mesagne" del Maestro Roberto Baglivo conquista una splendida medaglia d'oro alla sua prima esperienza da Junior, sbaragliando gli avversari vincendo per superiorità su molti di loro ed anche con forti distacchi di punteggio. Da ricordare che Vito è anche detentore del titolo mondiale nella categoria Cadetti, titolo conquistato proprio quest’anno dall’atleta mesagnese. L’altra atleta della ASD New Marzial è Francesca Radaelli, veterana della nazionale juniores, che conquista una splendida medaglia d'argento dopo aver eliminato atlete forti. Il bronzo va ad Attilio Ventola della "Taekwondo Gold Team" di Brindisi del Maestro Marco Cazzato.
Anche Attilio, alla sua prima esperienza con la nazionale, porta a casa una medaglia di bronzo che pesa nel bottino finale di questo tiratissimo campionato europeo. Medaglia meritatissima e appagante, in parte, che arriva dopo tanti sacrifici.
“Da Delegato FITA BR non posso che congratularmi con questi nostri fantastici ragazzi che rappresentano degnamente sia la Provincia di Brindisi che la Puglia in quelle parti del mondo dove la stessa nazionale è impegnata nei vari Campionati e Tornei. Siamo sulla strada giusta per poter proporre valide continuazioni agli splendidi risultati agonistici come quelli raggiunti dal mesagnese Carlo Molfetta, Campione olimpico a Londra 2012”.
In foto, da sinistra Ventola, Radaelli e Dell'Aquila.
In Fiera del Levante, padiglione della Regione Puglia. Domani mattina cicloturistica da Giovinazzo in Fiera guidata dal campione mondiale Maurizio Fondriest
“Muoversi in bici: salute, sviluppo, economia, ambiente” è il tema della due giorni di lavoro in programma a Bari oggi e domani, nella sala conferenze della Regione Puglia, nel padiglione 152 della Fiera del Levante.
L’evento è organizzato dall’assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Regione, in occasione e a supporto del Salone specializzato della bicicletta “BIP – Bici in Puglia 2015”, in programma a Bari all’interno del quartiere fieristico – padiglione 19 – da oggi fino al 1° novembre prossimi, per iniziativa della società SNIM Srl.
I lavori prevedono una sessione internazionale nella mattinata di oggi e, a seguire, tre tavole rotonde con le istituzioni locali e regionali e con gli stakeholder.
L’evento rappresenta un’occasione per affrontare, con il supporto dei protagonisti internazionali e regionali, tutti gli aspetti riguardanti l’utilizzo della bicicletta: locomozione, turismo, salute, sport, ambiente.
Tra i principali argomenti del convegno internazionale: i risultati del primo incontro sulla mobilità ciclistica dei Ministri dei Trasporti dei Paesi dell’Unione Europea in occasione del Semestre Europeo presieduto dal Lussemburgo; il punto di vista dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su mobilità ciclistica e trasporti, salute e ambiente; il Piano della mobilità ciclistica della città metropolitana di Nantes; Olanda, paese delle biciclette; i benefici economici del cicloturismo e la rete EuroVelo.
Testimonial dell'iniziativa Maurizio Fondriest (campione mondiale di ciclismo), che sabato mattina guiderà un numeroso plotone di ciclisti amatori che partirà da Giovinazzo per arrivare in Fiera al convegno, a cui parteciperanno anche il ct della nazionale di ciclismo Davide Cassani e il presidente del Coni Puglia Elio Sannicandro.
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Infotel: 320 0313836
Sul Corriere del Mezzogiorno di oggi un intervento del presidente del Coni Puglia Elio Sannicandro
Di seguito l'intervento del presidente del Coni Puglia, Elio Sannicandro, pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno di oggi. Una panoramica sul momento contraddittorio che sta vivendo il settore. A cominciare dal ruolo chiave della programmazione da parte delle istituzioni, finora di fatto trascurata.
Lo sport rappresenta un mondo complesso che sta mutando la sua fisionomia anche in relazione ai sostanziali cambiamenti sociali degli ultimi decenni. Si registra una forte crescita del numero di praticanti non solo a livello agonistico ma anche e soprattutto a livello amatoriale nelle molteplici accezioni di “sport per tutti” – con l’inclusione di fasce sia sociali sia d’età molto ampie – e sport per il tempo libero. Le analisi socio-demografiche evidenziano come lo sport abbia allargato la sua base anche grazie ai mass-media e all’aumento della sensibilità per il benessere individuale, per l’ecologia e la sostenibilità ambientale e il miglioramento della qualità della vita. I parametri di “sportività” sono fortemente legati al benessere economico e al livello culturale della popolazione. Infatti il Nord Europa registra un numero di praticanti sportivi notevolmente superiore all’Italia e, nel nostro Paese, le regioni del Sud sono svantaggiate rispetto a quelle del Nord.
Nonostante la forte crescita qualitativa e quantitativa dello sport, si manifestano forti criticità influenzate anche dai contesti territoriali. Se il numero di praticanti sportivi è aumentato mediamente in Italia dal 5% al 30% negli ultimi 50 anni, parallelamente, il cambiamento del lavoro umano (da quello agricolo e industriale a quello in casa), la terziarizzazione della società post-industriale e il conseguente cambiamento degli stili di vita hanno determinato un incremento spaventoso di “popolazione sedentaria”, cioè di persone che non fanno alcun tipo di attività fisica o motoria. Questo fenomeno si manifesta anche per i bambini e i ragazzi ed è un problema epocale mai registrato nelle precedenti generazioni. A fronte di un bambino che fa sport in forma continuativa ce ne sono almeno altri due che non praticano alcuna attività o comunque si “muovono” in maniera del tutto insufficiente. Una giusta dose di sport o in generale attività ludica e motoria dovrebbe occupare tutti i bambini (dai 5 ai 14 anni) almeno per 2-3 ore al giorno. Anche in età adulta l’attività motoria dovrebbe essere quotidiana e integrata con corrette abitudini alimentari.
Dagli studi scientifici recentemente presentati proprio qui in Puglia, sulla base di analisi svolte negli ultimi 10 anni a cura del CONI e dell’Università di Foggia, risulta che oltre il 50% dei bambini è in sovrappeso con una serie di problemi collaterali dovuti a scarso coordinamento motorio e basse capacità muscolari. La carente attività ludica e motoria in tenera età, unitamente a un eccesso nell’uso di giochi elettronici, computer e TV, hanno creato una carenza generale psico-motoria nelle nuove generazioni che sta diventando un’emergenza sociale, per cui l’avviamento alla pratica sportiva diventa un’esigenza imprescindibile e urgente.
A fronte di tale emergenza le istituzioni sono del tutto ferme e sembrano non aver chiaro lo scenario negativo che potrebbe comportare un decadimento della qualità della vita delle prossime generazioni e un incremento vertiginoso della spesa sanitaria. In particolare sono in grande crescita le patologie cardiovascolari e del metabolismo (primo fra tutte il diabete) per non parlare dell’incremento dell’obesità con conseguenti patologie gravissime e pesanti conseguenze psicologiche e sociali.
Lo Stato non si rende conto del problema, la Scuola italiana è l’unica al mondo in cui di fatto non si fa sport nella scuola primaria, mentre nella scuola secondaria l’educazione fisica viene considerata una cenerentola da docenti, studenti e genitori. Le Regioni si arrabattano ma sostanzialmente fanno ben poco; i Comuni, tra tagli ai bilanci e burocrazia imperante, non riescono a supplire alle mancanze strutturali (impianti sportivi e sostegno alle società sportive). A questo si aggiunga la scarsa preparazione dei funzionari pubblici e degli amministratori sul tema dello sport e della gestione degli impianti sportivi, che rende sempre più complicato e insostenibile un sistema basato essenzialmente sulle 100.000 società sportive dilettantistiche italiane, ovvero su un tipo di organizzazione volontaria e spontanea, sotto l’egida del CONI e comprendente le Federazioni e gli Enti di promozione sportiva.
Lo sport pugliese, nel panorama nazionale, si distingue nonostante debba combattere con le carenze strutturali che continuano a penalizzare il Sud e a cui lo Stato e lo stesso CONI non rispondono adeguatamente. Infatti anziché impegnarsi e investire maggiormente nelle regioni svantaggiate, in Italia avviene esattamente il contrario: in ambito sportivo si “premiano” i numeri e i risultati migliori che, ovviamente, sono prevalenti dove c’è più ricchezza, benessere e un sistema produttivo più forte.
In Puglia abbiamo delle “isole” di eccellenza che dimostrano l’esistenza di potenzialità molto maggiori se avessimo pari opportunità rispetto ad altre regioni italiane. Tali aree con forti capacità sportive sono caratterizzate dalla presenza di persone, dirigenti e tecnici sportivi, tradizione e molta passione consolidatasi nel tempo: la pallamano a Conversano e Fasano, la pallavolo a Castellana, Gioia e Molfetta, il taekwondo a Mesagne, la pallacanestro a Brindisi, Taranto e Bari per la femminile, l’hockey e la ginnastica ritmica a Giovinazzo, il tiro con l’arco a Barletta, il tiro a segno a Candela e così via. Sono tante le discipline con punte di eccellenza legate a singole società sportive o personaggi che hanno consolidato una tradizione particolare, come a Bari per la pallanuoto, gli sport remieri, la lotta e il karate ecc…
A livello giovanile la Puglia è presente con eccellenze in molte discipline, dal nuoto all’atletica, dalla ginnastica al tennis così come in tanti sport di combattimento come karate, lotta, judo e taekwondo o in tanti sport di squadra. Vantiamo palmares di altissimo livello tra i ragazzi che, dopo l’età adolescenziale, sono spesso costretti a emigrare in squadre del Nord Italia più attrezzate economicamente e organizzativamente o nei gruppi sportivi militari. Il trasferimento diventa indispensabile per consentire la crescita sportiva e la possibilità di raggiungere traguardi più ambiziosi.
La programmazione dovrebbe essere alla base delle scelte economiche e strategiche ma in Italia (ed anche in Puglia) non vi è un’adeguata attenzione a programmare il futuro e pianificare strategie di sviluppo per periodi medio-lunghi. Programmare significa effettuare una dettagliata analisi di contesto per poi definire una visione strategica di sviluppo che individui obiettivi e azioni operative. Anche nello sport occorre definire programmi e strategie che possano determinare politiche sportive integrate con le politiche della salute, del wekfare, dell’ambiente e della mobilità sostenibile. Immaginando lo sport come uno strumento educativo fondamentale, parte integrante dei programmi scolastici e culturali e in primo piano nelle agende delle amministrazioni locali.
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La tarantina è la prima italiana a ottenere la massima qualifica
Dopo i brillanti successi di Roberta Vinci nel tennis un'altra tarantina, Roberta Chyurlia, porta sul palcoscenico dell’eccellenza mondiale lo sport jonico.
Lo scorso fine settimana a Bangkok, in occasione dei 16mi Campionati Asiatici Juniores di judo, la Chyurlia (in foto) ha conseguito la massima qualifica per un giudice di gara, quella di arbitro mondiale.
Il risultato assume particolare rilevanza poiché porta la brillante tarantina ad un risultato storico: è la prima donna italiana a fregiarsi della prestigiosa qualifica.
"Questo risultato – dice Roberta Chyurlia – non è un successo personale ma il frutto di un grande e silenzioso lavoro svolto dalla mia famiglia, dalla mia società sportiva, la Nuova Linea Sport Taranto, e dai suoi giovani atleti. Ringrazio la mia famiglia che mi ha sempre sostenuta e incoraggiata in questo difficile percorso".
Un successo giunto in un momento particolare per la società sportiva jonica che è ancora ai blocchi di partenza, a causa dei lavori di bonifica e ristrutturazione che coinvolgono i plessi scolastici del quartiere Tamburi e nonostante la disponibilità della dirigente scolastica dell'XI Circolo Elisabetta Scalera. Il sodalizio, non avendo una palestra a disposizione per diverse ore consecutive, deve rinunciare a causa delle oggettive difficoltà dovute al montaggio e smontaggio dei tatami (materassine dove si pratica judo). “Mi auguro che questo mio risultato – afferma Roberta Chyurlia - sia per i nostri atleti un esempio di come bisogna sempre dare il meglio di se in qualsiasi condizione”.
“Fare sport nella nostra città - conclude - non è una impresa facile, in modo particolare per uno sport come il judo; mi auguro che questo mio risultato possa essere di sprone a tutti quei giovani e a tutti quegli sportivi che, nonostante tutto, continuano a lottare per realizzare i loro sogni e ad onorare i colori della propria città”.
Roberta Chyurlia è tra i più giovani arbitri con la qualifica mondiale ed ha nel suo curriculum diverse medaglie nei campionati nazionali di classe e podi in numerose competizioni internazionali.
Conferenza stampa nella Sala dei Presidenti del CONI, al Foro Italico
Sarà presentata alla stampa, giovedì 29 ottobre alle ore 12:00, la seconda edizione de La Maratona delle Cattedrali, organizzata da Puglia Marathon ASD, che partirà domenica 20 dicembre alle ore 09:30 da Barletta. Saranno presenti in conferenza Rossella Brescia, madrina della manifestazione, Giuseppe Casale, Presidente di Puglia Marathon, Bruno Molea presidente della AICS, Fabio Pagliara segretario della Fidal nazionale, Elio Sannicandro, Presidente Coni Puglia, Angelo Giliberto, Presidente Fidal Puglia, Tommaso Depalma, Sindaco di Giovinazzo e Valeria Emmi, Coordinatrice progetti Area Programma Italia di WeWorld Onlus.
Già prima maratona del sud Italia per numero di arrivi, La Maratona delle Cattedrali è un evento unico, che nasce dal coinvolgimento di più realtà pugliesi, unite nella condivisione dei valori legati allo sport e alla valorizzazione del territorio. Una competizione podistica, aperta a tutti, che percorrerà gli edifici della cultura religiosa e artistica locale, appartenenti al ricco patrimonio storico della regione.
Una maratona slow, quindi, da correre ma soprattutto da vivere, La Maratona delle Cattedrali è una manifestazione invernale che unisce sport, cultura e turismo.
L'evento, che alla sua prima edizione ha contato più di 2.300 partecipanti, presenta un percorso che partirà dalla città di Barletta e si snoderà per i suoi 42,195 km attraverso i centri storici e le Cattedrali romaniche dei comuni di Trani, Bisceglie, Molfetta e Giovinazzo, città di arrivo.
Prevista anche la Mezza Maratona e, in ogni città tappa, la Family Run, per un coinvolgimento delle famiglie nella giornata dedicata allo sport e alla condivisione del territorio.
La Maratona delle Cattedrali sostiene WeWorld, organizzazione no profit che da oltre 15 anni garantisce i diritti dei bambini e delle donne più vulnerabili in Italia e nel Sud del Mondo e che ha lanciato il proprio intervento di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza contro le donne con il progetto SOStegno Donna. Parte della quota d'iscrizione alla Maratona delle Cattedrali verrà devoluto a favore del progetto, in particolare, dei 3 sportelli di assistenza medica e psicologica, attivati presso i pronto soccorso di Genova, Roma e Trieste (per info: www.weworld.it).
L'agenzia Amra è media partner della manifestazione (www.amra.it).